L’etica come principio fondante della consulenza finanziaria

L’etica come principio fondante della consulenza finanziaria

E’ una bella giornata d’inizio ottobre, l’aria ancora calda e il Palazzo dei Congressi di Bologna brulica di gente. Sono per lo più consulenti finanziari iscritti a Consulentia19, il convegno organizzato da ANASF.

Dopo i saluti istituzionali del Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, sale sul palco il professor Stefano Zamagni per la relazione introduttiva.

Conosco Zamagni di fama, ma è la prima volta che lo ascolto dal vivo.

Dopo un breve e affascinante excursus storico sulle origini francescane della finanza che, nel 1400, insieme all’economia di mercato diviene strumento di redistribuzione della ricchezza, il professore accende un potente riflettore sull’etica come principio fondante della consulenza finanziaria.

Negli anni ’60 e ’70, in seguito alla pubblicazione di alcuni saggi tra cui quelli di Albert Carr e John Ladd, aveva preso piede l’idea della “doppia morale” riferita alla finanza e all’economia reale, in base alla quale la prima, avendo una natura assimilabile a quella del poker, si reggeva sull’assenza di moralità, a differenza di ciò che regolava l’interazione negli altri contesti di vita. L’affermarsi di questa tesi, secondo il relatore, ha prodotto comportamenti poco trasparenti che nel tempo, anche a causa della grave crisi del 2008, hanno minato profondamente la fiducia dei risparmiatori.

Si pensi solo al fatto che in Italia c’è un patrimonio stimato intorno ai 1400 miliardi che staziona sui conti correnti, almeno in parte in conseguenza di atteggiamenti difensivi e di sfiducia nei confronti dei mercati e della finanza.

Come riuscire ad invertire la rotta?
Come recuperare il sentimento della fiducia e orientare i risparmiatori verso quella diversificazione che, oggi, risulta essere la strategia migliore per gestire il proprio patrimonio?

Zamagni identifica nell’etica la strada maestra, ponendo l’accento su una serie di segnali che rappresentano un punto di svolta:

  1. A New York 130 banche hanno firmato il documento di lancio dei Principi per l’attività bancaria responsabile (Principles for Responsible Banking), una Magna Carta della finanza sensibile ai temi sociali e ambientali
  2. 181 Ceo di grandi imprese hanno sottoscritto una dichiarazione per rifondare la finanza
  3. L’Associazione bancaria olandese ha approvato il giuramento del banchiere costituito da 8 punti, tra cui quello in cui si assume l’impegno di non tradire mai la fiducia del proprio cliente
  4. Il 25 settembre è uscito il Rapporto della Conferenza delle Nazioni Unite in cui si auspica la realizzazione di un nuovo modello di sviluppo incentrato sulla sostenibilità e l’ecologia, in cui anche la finanza deve fare la sua parte.

Ricostruire la fiducia, pertanto, ritornando all’origine della parola latina fides, la corda della cetra, la quale per suonare doveva essere ben tesa. E prosegue proponendo per la figura del consulente la suggestiva metafora del cordaio, il quale riannoda le corde che sono state recise e nel fare ciò si riavvicina all’altra parte.

Il sentimento della fiducia deve trovare il suo corrispettivo nel concetto di responsabilità nell’accezione di res pondus, il peso delle cose, ossia del farsi carico, del prendersi cura. Il consulente-cordaio rifonda la relazione sulla fiducia assumendosi la responsabilità del ruolo di guida e orientamento nei confronti del cliente.

L’etica, come amalgama dei tratti della trasparenza, responsabilità e competenza, è in grado di riassegnare alla finanza la funzione nobile delle origini e in questa centralità del discorso etico trovo una perfetta corrispondenza con i valori che ispirano le Banche di credito cooperativo, con cui negli ultimi 10 anni abbiamo collaborato per mettere a punto il modello della Consulenza Etica Globale.

La sfida che stiamo vivendo insieme alle Direzioni e agli operatori di rete è quella di trovare un equilibrio tra obiettivi strategici della banca e soddisfazione del cliente, attraverso un approccio consulenziale che generi consapevolezza e offra un diverso punto di vista per uscire dalle distorsioni cognitive e pregiudizi che condizionano le sue scelte.

I risultati ottenuti ci danno ragione e rinforzano la nostra convinzione di aver intrapreso un percorso efficace, in cui la centralità del cliente genera opportunità di sviluppo e di cross selling che i consulenti stessi riconoscono come gratificante.

Se hai già approfondito il nostro modello di Consulenza Etica Globale, puoi contattarci per richiedere un’analisi preliminare, attraverso la quale capire come adattarlo alla tua banca scrivendoci a info@lamconsulting.it.

 

 

Monica Giannoni
Responsabile didattica di LAM Consulting SB

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