Trasformare l’emergenza in opportunità

Trasformare l’emergenza in opportunità

Nell’articolo precedente abbiamo sottolineato il fatto che le situazioni di emergenza tendono a generare una visione a breve termine. Se la contrazione dell’orizzonte temporale è una risposta normale per le persone comuni, è rischioso che accada a chi dirige un gruppo, un’azienda o uno Stato.

I ruoli apicali hanno per loro natura la responsabilità di guardare oltre, immaginando possibili scenari futuri per predisporre strategie di fronteggiamento nell’immediato e piani per il post emergenza.

Ora, sappiamo che il termine delle misure di contenimento emanate nell’ultimo DPCM è fissato al 3 aprile. Ma è ragionevole pensare che saranno prorogate: infatti se osserviamo la curva di diffusione dell’epidemia, ci rendiamo conto che il picco non è ancora stato raggiunto e sarà  difficile poter ripartire prima di Maggio, forse giugno.

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E’ possibile occuparsi in anticipo del fatto che, al termine della crisi, lo sviluppo commerciale passerà in secondo piano rispetto alla necessità di gestire l’impatto che l’epidemia avrà  prodotto sul credito dei privati e delle aziende e, in generale, sull’economia del paese?

Pur nella consapevolezza che rispondere a queste domande è complesso, abbiamo pensato di sottoporre alla vostra attenzione l’idea d’incontrare i clienti in modo virtuale e attivo: virtuale significa utilizzare sistemi di video conferenza; attivo significa non aspettare che sia il cliente a chiamare.

Saranno probabilmente in molti a sentire l’esigenza di avere informazioni sull’andamento dei mercati finanziari, piuttosto che sulle posizioni creditizie. E dal momento che, oggi, un numero elevato di persone ha accesso a sistemi di video conferenza, ci si potrebbe attivare in maniera strutturata per offrire ai clienti un supporto a distanza.

Sappiamo che una modalità  di questo tipo richiede adeguamenti tecnici e organizzativi, ma allo stesso tempo dobbiamo considerare che non è tanto diverso da ciò che in molti già  fanno, gestendo le relazioni telefonicamente.

Aprirsi alla possibilità di fissare attivamente colloqui in video conferenza, permetterebbe di raggiungere almeno tre obiettivi interessanti:

  1. Una gestione attiva e non solo passiva del contatto a distanza con la clientela, in questo momento, potrebbe rappresentare un’alternativa al blocco dell’attività , diminuendo in parte l’effetto “collo di bottiglia” che ci sarà  al termine della crisi.
  2. Potrebbe aiutare ad educare all’incontro su appuntamento anche i clienti più restii;
  3. Familiarizzare con questa modalità può agevolare il contatto con i clienti che per impegni di lavoro difficilmente si riescono a vedere in filiale. Anche al termine di questa crisi, potrà  rimanere un mezzo comunicativo di riferimento.

Spingendoci oltre, non è difficile immaginare uno scenario in cui gli appuntamenti a distanza possano diventare anche un modo per gestire delle vere e proprie consulenze. Sappiamo un passaggio di questo tipo richiederà un’evoluzione digitale del metodo di gestione della contrattualistica.

Non vogliamo banalizzare l’entità  della digitalizzazione, ma solo sottolineare come ogni crisi presenti davvero un’opportunità  di sviluppo.

Al di là del fatto che la quarantena in atto sarà  probabilmente molto più lunga del previsto, probabilmente nel futuro dovremo affrontare più frequentemente situazioni di questo tipo. Gli esperti ci dicono che dallo scioglimento del permafrost, causato dal surriscaldamento globale, si stanno liberando virus di milioni di anni fa contro i quali non abbiamo difese immunitarie.

Come imprenditori e dirigenti abbiamo la responsabilità  di trasmettere ottimismo. Ma l’ottimismo ingenuo porta solo ad essere impreparati. Ottimismo significa pensare agli scenari peggiori, con la fiducia di poter trovare soluzioni.

Nella migliore delle ipotesi, qualora la realtà fosse meno drammatica, avremmo comunque creato un cambiamento di valore.

Quella proposta nell’articolo è una delle soluzioni a nostro avviso attuabili per fronteggiare questa situazione in modo proattivo e lungimirante. Per stimolare i colleghi ad agire e a non rimanere bloccati in questo particolare momento di crisi generale, la invitiamo a commentare direttamente questo articolo con i suggerimenti che riterrà  opportuni oppure ad inviare una mail a progetto@bccalquadrato.it, segnalandoci le misure che state attualmente adottando nelle filiali.

 

Andrea Magnani
Ideatore Progetto BCC al Quadrato

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